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Articoli
Pubblicazioni
  • “Storie da mondi diversi. Raccolta di leggende, favole e fiabe” (a cura di C. Battelli), Edizioni Scriba, Legnano (MI), 2008;
  • “La sapienza del sogno in un’esperienza di osservazione partecipante”, Rivista "Gruppi", Franco Angeli, Milano, set.-dic. 2001, vol. III, n.3, pgg.13-43.
  • “Alcol. Quando bere diventa un problema” (a cura di V. Api, C. Capellini, A. Fiocchi e G. Monguzzi), Fondo Nazionale di Intervento per la Lotta alla Droga, dicembre 1999.

SOCIOLOGIA DELLA FAMIGLIA

(da: “Sociologia della famiglia”, C. Saraceno, Il Mulino ed., Bologna, 1996)

PREMESSA

Nella lingua italiana, il termine “famiglia” è poco specifico.
Esso copre una varietà di esperienze e di relazioni ma ne esclude molte altre.
Es. Un marito ed una moglie possono dire: “la nostra famiglia” oppure “la sua famiglia” (cioè quella di lui o di lei). Una coppia di conviventi viene riconosciuta come famiglia, dal punto di vista legale e sociale, solo in alcuni casi. La famiglia con un solo genitore viene spesso definita “famiglia incompleta”. La famiglia che si crea attraverso l’unione di divorziati viene chiamata: “famiglia ricostruita”, ecc.
L’elenco di ciò che si esclude o si include nel suddetto vocabolo è molto esteso.
Questa fatto non dipende da una imprecisione terminologica ma è strettamente connesso con la complessità e la molteplicità di dimensioni implicate in esso.
Vi è inoltre una forte variabilità sia a livello storico sia a livello culturale.
Aspetti religiosi, giuridici, sociali ed individuali concorrono a determinare tale eterogeneità.

LA FAMIGLIA COME COSTRUZIONE SOCIALE

La famiglia è lo spazio fisico, relazionale e simbolico più noto e comune.
Essa viene usata come metafora per tutte quelle situazioni che hanno a che fare con la spontaneità, la naturalezza e l’assenza di mediazioni (ad es. “siamo come una famiglia”, “è una persona di famiglia”, “è un discorso familiare”).
È il luogo privilegiato di costruzione sociale della realtà. Entro essa infatti gli eventi naturali della vita individuale quali il nascere, il crescere, l’invecchiare, il morire, la sessualità e la riproduzione assumono significato.
Si parla di “nascita illegittima” per indicare non solo uno statuto anagrafico ma anche uno statuto sociale e simbolico esterno all’ordine familiare e, come tale, “non avente diritto alla pienezza dell’esistenza”.
Analogamente, una famiglia con un solo genitore è “un ibrido sociale”, una famiglia parziale, la cui “mancanza” produce effetti materiali e psicologici negli individui in questione; essi si sentono cioè “mancanti” di un coniuge, di un genitore, della capacità di averlo o di tenerlo.
Lo stesso linguaggio con cui si indicano le trasformazioni ed i nuovi processi di costruzione della realtà confermano implicitamente la forza normativa della famiglia. Per nominare i rapporti sessuali ed affettivi tra persone non legate da vincoli matrimoniali si utilizzano infatti i termini di “relazioni extra o pre-coniugali”.

IMMAGINI E FAMIGLIA

La famiglia costituisce il materiale elettivo nella formazione dei miti e degli archetipi sociali (“positivi” o “negativi”).
Ad essa sono infatti connesse le dimensioni più profonde ed universali della vicenda umana.
Basti pensare alla “sacra famiglia” della tradizione cristiana o alla descrizione, fatta da Platone, di un utopico futuro (felice) senza famiglia. 
Essa ha sempre sollecitato e, tuttora, sollecita immagini ambivalenti, seppure pregnanti.
Attualmente, accanto all’idea della famiglia come rifugio, come luogo dell’intimità, dell’affettività, dell’autenticità e della solidarietà vi è quella della famiglia come luogo dell’oppressione, dell’obbligo, dell’egoismo e della violenza (“la famiglia che uccide, che crea dei mostri”).
Queste opposte immagini convivono fianco a fianco e, spesso, negli stessi individui.
Le troviamo nelle conversazioni quotidiane delle persone e nell’immaginario collettivo che sottende la legislazione e le politiche sociali. Si sente infatti parlare di “ricupero dei valori familiari” e di “importanza della solidarietà familiare” o, viceversa, di famiglia che “espelle” i suoi membri malati e bisognosi.
Tutte queste immagini, sebbene contraddittorie, sono accomunate dal fatto che sembrano considerare la famiglia come una realtà omogenea, a tutto tondo, rinvenibile, come tale, in ogni contesto storico e culturale.

LA FAMIGLIA COME SPAZIO DI DIFFERENZE

Gli studi di storia sociale hanno dimostrato che il nostro passato è ricco di esperienze familiari differenziate e che è impossibile rintracciare un filo unitario della “famiglia”.
Gli studi antropologici ed etnologici hanno evidenziato come vi sia una grande varietà di forme familiari nelle diverse società umane, come i modi di organizzare ed attribuire significato alla famiglia siano inesauribili. 
Quest’ultima, nonostante appaia temporalmente e spazialmente univoca, differenzia, più o meno profondamente, le varie culture ed i vari gruppi sociali, ciascuno dei quali viene influenzato,  a sua volta in maniera diversa, dalle stesse trasformazioni sociali.
L’industrializzazione, ad es., non ha avuto lo stesso effetto sulla famiglia giapponese ed inglese. Non ha avuto lo stesso effetto nemmeno sulla famiglia artigianale e aristocratica, su quella rurale e quella urbana borghese, in Italia ed in altri paesi europei.
Un famoso studio comparativo (Goode 1982) ha messo in luce che culture e modelli organizzativi familiari distinti elaborano il cambiamento sociale in modo assolutamente specifico. Tale studio ha poi chiarito che la famiglia non è un semplice “oggetto” passivo del mutamento sociale ma uno degli “attori sociali” principali, solo parzialmente autonomo.
Essa differenzia inoltre l’esperienza di coloro che ne fanno parte.
È il luogo storico, sociale e simbolico in cui la differenza, in particolare quella tra i sessi, diventa fondante, ordinando i rapporti umani ed i destini individuali.
La famiglia è lo spazio in cui i due sessi si incontrano e convivono, in cui si dispiega la divisione del lavoro, delle competenze, dei valori, del potere e della responsabilità.
Anche le generazioni costituiscono un elemento di differenziazione interna alla famiglia.
Il succedersi delle generazioni entro di essa, pur essendo fonte di continuità della stessa, determina infatti delle distinzioni nelle esperienze, negli interessi e nei confini.
I figli, nascendo, crescendo, sposandosi, “sconvolgono” la struttura della famiglia e ne modificano i confini, che perciò devono essere costantemente ridefiniti.
Non si può poi dimenticare che le figlie non hanno accesso ad alcuna continuità genealogica perché a loro non è permesso trasmettere il proprio cognome ad un eventuale nascituro.
Esse vivono l’appartenenza alla famiglia in modo molto diverso rispetto ai figli.
Quindi, sotto lo stesso termine “famiglia” si celano destini, modelli e processi alquanto differenziati.
Sarebbe perciò più utile parlare al plurale, parlare di “famiglie”, di famiglie italiane piuttosto che statunitensi, urbane piuttosto che contadine, del nord piuttosto che del sud, operaie piuttosto che borghesi, ecc.

In conclusione, data la molteplicità di significati e di esperienze che caratterizzano la famiglia, nessun discorso al riguardo può essere esaustivo.
Famiglia e società sono strettamente interconnesse.
Fenomeno eminentemente storico, la famiglia trasforma e si fa trasformare.
Come dice Thorne (1982) si dovrebbe pensare alla famiglia come un tessuto a più fili che compongono un disegno. Se si toglie o aggiunge un filo, cambia anche il disegno. Se si individua un filo prima non visto, la stessa percezione del disegno si modifica.

Dr.ssa Valeria Api



Aree principali di intervento

  • Affettività, difficoltà relazionali e familiari
  • Depressione, disturbi d’ansia, attacchi di panico
  • Elaborazione del lutto
  • Disturbo da stress post traumatico (PTSD)
  • Anoressia
  • Bulimia
  • Disturbi di personalità
  • Dipendenze affettive, alimentari e da sostanze
  • Sostegno psicologico durante la gravidanza, il parto ed il puerperio
  • Difficoltà legate alle diverse fasi del ciclo di vita

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Dott.ssa Valeria Api
Psicologa Psicoterapeuta Cesano Boscone Corsico Arluno in provincia di Milano
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